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    5/24/2009

    vita

    Oramai son passati diversi eventi, ma si tratta di una manciata di settimane, qualche mese!Eppure, per me, sembra di aver vissuto una grandissima avventura, prossima alla fine. Oramai, ho conosciuto tante storie, tante famiglie, tanti padri, madri, single, separati e divorziati; ho conosciuto la storia della forza, della gioia di avere il figlio sano, seppur sia difficile campare; ho visto la gioia di finire i giorni con l’ultima diligenza; ho ascoltato la forza di una vita, raccontata sull’onda del sacrificio e sull’onda della sola gioia, forza motrice: i propri cari.

    Si tratta di mesi strani forti….no, cosi è come se volessi circoscrivere questa esperienza ad una parte di me. No, si tratta di volerla vivere per sempre e di poter dire un giorno: grazie a voi, che mi avete raccontato i vostri sacrifici, io ho potuto godermi al meglio la mia vita. Grazie a voi ho potuto capire, non dico meglio ma “un pochino di più”, la fortuna che ho: son qui e son sano; ma soprattutto ho tutto!

    Ho fatto diversi mesi, quasi anni, a maledirmi i “coglioni” sul fantomatico enigma_la ragazza?
    Tante risposte e tantissime soluzioni, ma penso che una sia la migliore: non riguarda il semplice aspettare_”<Tranquillo, PRIMA O POI arriva!>”
    La risposta che mi son dato è tutt’altra: vivi la tua vita e rendila fantastica, perchè ci sarà chi vorrà vivere la tua con te.

    Potrebbe sembrare la stessa, la medesima cosa, ma la differenza è davvero sottile: la prima indica un “rimani lì seduto e aspetta”. Facile come soluzione, no?!
    La seconda, penso, sia molto più ardua: sorridi e rallegra ciò che sei e ciò che hai. Roccia come riferimento, luce come guida, sicurezza per camminare!

    Ma non solo questo ho imparato: godermi l’attimo, semplice e sapere che fugge via. Viverlo, non con la malinconia della nostalgia, ma coglierlo con l’entusiasmo di essere protagonista, anche solo per un momento, di un fantastico spettacolo che tu stesso hai scritto. Cioè, tu hai realizzato il più bel poema-risposta sulla domanda “cos’è la vita?”; basta passare i pomeriggi ad aggiornare il blog, myspace, facebook….non è la mia vita: son solo il contorno!

    vita…In questi mesi ho pensato di mollare, di non farcela e tornare, con la coda tra le gambe, in uni, sorreggendo il peso del fallimento…drammatico si, ma per me è cosi_non voglio fallire…io voglio farcela, io ce la faccio!
    E già ora, sapendo che domani sarà una giornata di merda, sorrido a quello che ho passato e a quello che ho superato!
    Piccoli successi, condivisi da solo, ma non c’era bisogno di un pubblico per l’ovazione ideale….quando ce la fai, e ti rendi conto che ce l’hai fatta, guarda caso nn c’è mai nessuno accanto a te! Hai appena raggiunto il tuo successo personale, quasi rivoluzionario, e a condividerlo con te ci sei tu e nessuno. Però, c’è un terzo testimone_la vita…..piano a piano, c’è un continuo ripercuotersi, della tua battaglia, su tutto ciò che ti circonda…..come le increspature dell’acqua…viaggiano e solcano la superficie..saperle cogliere, è come volare.

    Ad ogni passaggio, ad ogni battito d’ali,

    ti avvicini alla riva, vedi sempre più la tua meta…

    e alla fine

    ci arrivi

    5/17/2009

    serate….

    Uhm, è molto probabile che non riesca a scrivere post “semplici e leggeri”, perdonatemi, ma è un periodo di riflessione pura. C’è chi dice che riflettere su ciò che si è, consente di saper camminare per raggiungere la propria vetta. Bhe, anche questo post, fa parte della gamma di discorsi, senza senso, che abitualmente si possono trovare in questo portale. O compagno di viaggio, visto che compie 3 anni e mezzo di vita. Quello che vorrei scrivere nasce, essenzialmente, da una serie di eventi e riflessioni, vissuti e formatisi durante quest’ultimo mese.

    Dopo un colpo di spugna, le preoccupazioni rimangono, ma il sorriso ritorna. Ritorna la forza di voler vivere pienamente e di voler stare con gli altri. Come il panorama di una mareggiata: ogni cosa è alla merce delle onde, della pioggia e delle nuvole; ma alla fine, ognuno torna al suo posto: l’acqua torna al suo solito livello, la sabbia, le rocce tornano a mostrare il solito profilo. Certo, qualche alga in più, leggere modifiche, segni permanenti dell’esperienza appena vissuta. Un po’ come me, che dopo la tipica mareggiata “emozionale” fatta di pare mentali adolescenziali, dubbi esistenziali, futuro lontano ed imminente; ovviamente tutto quanto condito, in gran parte, da pensieri e rivisitazioni di esperienze passate. Dopo questa “ondata” di stati d’animo, il perseverare di questa tempesta, indurisce la roccia e quest’ultima reagisce. Reagisce nel silenzio della fatica e del sorridere per ogni cosa che vada bene: ogni attimo di vittoria, rende la burrasca meno impetuosa, meno imponente e sempre più sopportabile. Alla fine, tale mareggiata, cessa di esser considerata tale, perché d’innanzi alla solita sfortuna, alla solita ‘sfiga’, ci si fa l’abitudine; guardi avanti, perché vuoi cambiare questa visione, questa mera situazione: cambiare.

    Ok, se vedi solo merda, cominci a forzare la tua visione e vedi un po’ di luce…e la prima cosa che fai è proprio quella di ricordarti la prima volta che l’hai vista: viaggi indietro nel tempo e rivedi tutto…poi man mano sorridi, sorridi ancora di più finché non riempi il tuo cuore di gioia e il buio non sai nemmeno cosa sia. In questo veloce processo fanno compagnia il quieto susseguirsi della normalità, con un pizzico di quei pensieri per rievocare tutte le cose belle che ti son mai capitate: e sembra quasi di farlo apposta; ritrovi anche un vecchio cd, fatto da te, lo metti su. Ritrovi tutte quelle canzoni che ascoltavi sempre quando eri “VIVO”, tutte quante bellissime ma una fra tutte quante loro, spicca per la sua….importanza.

    In effetti, quando mi sentivo un pò giù, un pò…bhè, nei miei periodi di sconforto(va là, diciamola cosi) ogni tanto ritrovavo questa canzone. Anche sul pulmino, chiudevo gli occhi e sentivo un paio di ali per me. Riuscivo a volare sopra tutte le nuvole bianche, sopra terre mai viste e volavo….
    Senza rendere conto di nulla e di niente a nessuno, ero io che mi libravo in alto nel cielo..e poi in picchiata, per sentire l’aria sferzare i capelli, per sentire il freddo delle nuvole e passarci in mezzo.
    Ma, dopo tornavo sulla terra, e senza ali non mi piaceva: non riuscivo a vivere in mezzo a tutta quella gravità, non riuscivo a sorridere, a reggere il peso e vivere. Non riuscì e pagai caro il prezzo:
    messi, un paio d’anni a SOPRAVVIVERE…per arrivare all’estate, per divertirsi un po’ e poi tornare a FINGERE…fingere che vada tutto bene, che esistono i sogni e si possono realizzare.
    Devo dire la verità, son morto dentro, ma è scattato qualcosa: la serenità mi ha dato la possibilità di andare avanti.
    Si, andare avanti…è passata solo una settimana, da quando ho ripreso a vivere.
    Una sola settimana e mi sembra di non aver mai perso nulla, di non aver mai smesso di sorridere…di vivere!
    E’ bastato un attimo e il viaggio verso casa, dal posto di lavoro maledetto, ad un orario fuori di testa, con questo cd e con questa song, è diventato un continuo sorridere, tornare a casa.
    Rivedere che, l’estate 2008 è stata fenomenale, lo stesso anno un folle susseguirsi di mirabolanti pare e affetto degli amici; arrivare all’estate 2007 e chiedersi perchè, ma poi fermarsi: io mica vivo nel passato.
    Allora rileggi il passato recente, quello appena accaduto: quasi fosse un presente, ma solo che lo rivedi in playback.

    Cosa vedi!?
    Affetto su affetto, attenzioni e voglia di tornare a vivere, perchè la voglia di lottare non c’è.
    Io non lotto più per vivere:
    io vivo, punto.
    Non cerco commiserazione ne scuse da dare: non cerco nemmeno il permesso per vivere la mia vita, muehhehe.
    Quello che sto cercando io è il prossimo passo da fare, già da ora, dove posizionare il piede. Unico vincolo: il passo, sempre in avanti!

    Run and tell all of the angels
    This could take all night
    Think I need a devil to help me get things right
    Hook me up a new revolution
    Cause this one is a lie
    We sat around laughing and watched the last one die
    I'm looking to the sky to save me
    Looking for a sign of life
    Looking for something to help me burn out bright
    I'm looking for a complication
    Looking cause I'm tired of lying
    Make my way back home when I learn to fly
    I think I'm done nursing the patience
    I can wait one night
    I'd give it all away if you give me one last try
    We'll live happily ever trapped if you just save my life
    Run and tell the angels that everything is alright
    I'm looking to the sky to save me
    Looking for a sign of life
    Looking for something to help me burn out bright
    I'm looking for a complication
    Looking cause I'm tired of trying
    Make my way back home when I learn to fly
    Make my way back home when I learn to
    Fly along with me, I can't quite make it alone
    Try and make this life my own
    Fly along with me, I can't quite make it alone
    Try and make this life my own
    I'm looking to the sky to save me
    Looking for a sign of life
    Looking for something to help me burn out bright
    I'm looking for a complication
    Looking cause I'm tired of trying
    Make my way back home when I learn to
    I'm looking to the sky to save me
    Looking for a sign of life
    Looking for something to help me burn out bright
    I'm looking for a complication
    Looking cause I'm tired of trying
    Make my way back home when I learn to fly
    Make my way back home when I learn to fly
    Make my way back home when I learn to, learn to, learn to…

    E tutto questo, lascia un segno: come la serata di ieri sera. Diciamocela tutta: dalle 11 in poi è stato un successo colossale. Jack, Tag, Io Max PEzzali e tutte le canzoni che ci riguardano. Un viaggio coast to coast, anzi dovrei dire, lake to lake!!!!! E via….canzoni che cantavi da piccolo, durante le medie…e qualcuna durante le superiori….il paesaggio che va, i ricordi che passano e se ne vanno, le scelte prese e quelle fatte.

    Nessun pentimento, solo un gran sorriso al cuore, nel cuore e dentro al cuore…serenità, per aver vissuto anni in cui ho fatto pare su pare…ci volevano!Serenità per portare avanti se stessi e vedere come sarà domani: per vedere se è stato messo il mattoncino giusto, oppure bisogna capire come sistemarlo!

    E dopo tutto questo parlare, giungo alla canzone che ieri sera, avrei voluto cantare insieme a max sul palco ,di un qualsiasi suo concerto, ma con un pubblico particolare.

    Voi, a cui penso, con cui ho vissuto e con cui vivo.
    A voi che vorrei dire “tieniti stretto chi ami” ma ancora di più chi ti ama!
    A voi che vorrei condividere ancora notti all’avventura, senza senso e senza programma!
    A voi, con cui ho imparato a vivere!

    Forse che si fa quello che si può, forse che si fa quello che capita….ma ringrazio il cielo che….SIETE CAPITATI A ME

    SIETE CAPITATI A ME

    SIETE CAPITATI A ME

    !!!

    5/10/2009

    altro post in meno di 24 ore…

    Bhe, il titolo va spiegato un pochetto: oggi è il primo giorno che passo senza pensare al lavoro…oramai è tutto sistemato, grazie a Michele, le ragazze e ragazzi che a Brescia mi han dato una bella mano per le pratiche. Ma il motivo per cui scrivo, di nuovo, è tutt’altro; prima però devo spiegare la situazione: mi ritrovo in camera mia, a visualizzare la solita finestra che ha accompagnato tutte le fasi della mia vita. Ogni volta che dovevo riflettere e non potevo staccarmi dai libri, o allontanarmi da casa, camera mia, seduto d’innanzi alla scrivania, alzavo gli occhi e guardavo “fuori”. Con tutte le facce del sole: mezzogiorno, tra le nuvole, oppure senza di esso ma con il temporale, oppure al suo tramonto, come ora.

    Ora come ora, rivedo lo stesso tramonto di come lo vedevo diversi anni fa…per la precisione durante il 2003 quando facevo la prima superiore: parliamo esattamente di 6 anni fa, in questo periodo sorridevo e gioivo.
    Avevo appena recuperato tutte le materie e da tutte le materie giù (religione esclusa) a chimica ancora da recuperare….che lavoro, ma che gioia! Ebbene in quel periodo, come già più e più volte ho scritto, l’unico sfogo che avevo era la psx con GranTurismo 2; lo ripeto ancora una volta_ magici momenti per un ragazzino semplice semplice. Ebbene ora come ora, rivedo lo stesso cielo, però se prima lo vedevo guardando verso sinistra, ora lo faccio verso destra. Capite che mi trovo a dare le spalle, esattamente alla posizione che solitamente avevo durante il 2003.

    NB:non è importante che abbiate trovato errori grammaticali, di sintassi_ai fini di ciò che voglio dire, è importante che abbiate capito com’è la situazione.

    Ebbene, tornando a noi,allora vedevo sempre il sole, diretto, in faccia, mai nascosto da nessuna nuvola, sempre bello e pimpante per me! Sempre bello e sempre in primo piano, nessuna nuvola celava la sua forma.

    Stasse non è proprio cosi: c’è una grande cappa di nubi per nascondere il sole, ma al tramonto, beffa queste puttane per mostrare il suo volto, anche solo per poco tempo. Quel tanto che basta, per spaziare i pensieri e capire ogni attimo incompreso delle nostre vicissitudini. E’ bastato quell’attimo, una canzone [Behind Blue Eyes] adatta ed il piccolo viaggio nel passato è presto fatto. Non ho fatto il discorso, quanta strada, tutt’altro: mi è scappato un “ma certe cose dove le ho tirate fuori?!”.

    Penso che se dovessi fare una fotografia dalla mia posizione, e poi portarla indietro nel tempo, troverei esattamente le stesse cose: non è cambiato nulla.

    Si tratta del solo dettaglio fisicamente non associato alle persone, che vorrei rimanesse invariato. Cioè, è il solo luogo, il solo ed unico posto che vorrei portarmi dietro, per averlo con me in tutti quei momenti in cui mi troverei a disagio; la sola cura è questo momento: lo spettacolo di un tramonto urbano che preserva il silenzio del continuo vivere della strada. L’aria fresca e il suono di questi momenti, mi lascerebbero tanta serenità, ma soprattutto tantissima pace!

    Ora lo spettacolo è finito, riprendo una pagina a caso del mio blog: ritengo che si tratti una delle mie migliori descrizioni del mio animo.[Lo Stagno e La Vita]
    Penso che il giorno in cui troverò la persona da amare, la figura a cui riponi la completa fiducia, pronuncerò queste parole

    "..ho visto in te il buono...ho visto in te la VERA vita...
    grazie a te posso vivere...io sono tuo, da ora e per sempre..."

    ….ma se per vivere hai bisogno di sbagliare, per capire come fare le cose giuste…cosi nella coppia, prima di trovare quella giusta, ci saranno le “altre”?

    A quanto pare, sembra che possa esser cosi; ma ciò che mi opprime, un pochetto, è che non posso avere subito la conferma, o la smentita, di questa assurda ipotesi. Non ha senso, nessuno, rimanere qui a pensarci su, di nuovo. Ci ho passato un bel pò, ma è servito per capirne la gravità del rimanere a contemplare…

    In questi giorni, tornando dal lavoro, riascolto più e più volte Evoluzione_linea 77
    In grassetto riporto le parole che si adattano perfettamente a quello che intendo io:

    Resto fermo a guardare
    il cambiamento nell'immobilità e
    sospeso nell'aria sento
    lo scorrere del tuo pensiero fuori e dentro di me
    mi sembra inutile restare
    sospeso tra l'ebbrezza e la vertigine
    di una scelta inevitabile
    restare immobile non mi salverà
    volare nascosto nei cieli di questa città
    cercando un facile bersaglio
    l'evoluzione è tutta quà
    come piloti in folle corsa
    il traguardo come premio e maledizione
    più spingi e più ne vuoi
    tra crudeltà e sopravvivenza
    alla ricerca di una nuova evoluzione
    come piloti in folle corsa
    il traguardo come premio e maledizione
    più spingi e più ne vuoi
    tra crudeltà e sopravvivenza
    alla ricerca di una nuova evoluzione
    mi suona inutile la scelta se è
    tra ego e passività
    che rende sterili
    le azioni fatte per
    paura di fallire
    da chi? da cosa? dimmi

    l'inquieto vivere che ingabbia dentro i sogni di
    tutto quel che hai
    l'apparenza inganna il tempo e lo paghi col rancore
    volare nascosto nei cieli di questa città
    cercando un facile bersaglio
    l'evoluzione è tutta quà
    come piloti in folle corsa
    il traguardo come premio e maledizione
    più spingi e più ne vuoi
    tra crudeltà e sopravvivenza
    alla ricerca di una nuova evoluzione
    come piloti in folle corsa
    il traguardo come premio e maledizione
    più spingi e più ne vuoi
    tra crudeltà e sopravvivenza
    alla ricerca di una nuova evoluzione
    come bestie indomite
    irrazionali
    cercando un facile bersaglio..
    e tutto si risolverà
    intorno a me sento che la rabbia cresce per
    l'assenza di un idea di evoluzione
    come piloti in folle corsa
    il traguardo come premio e maledizione
    più spingi e più ne vuoi
    tra crudeltà e sopravvivenza
    alla ricerca di una nuova evoluzione
    come piloti in folle corsa
    il traguardo come premio e maledizione
    più spingi e più ne vuoi
    tra crudeltà e sopravvivenza
    alla ricerca di una nuova evoluzione
    sopravvivi e tutto si risolverà
    sopravvivi e tutto si risolverà

     

    Si, nulla e niente deve frenare ciò che si vuole fare, specialmente se lo si fa per far star bene una persona, a cui vogliam bene, per cui proviamo dell’affetto sincero. Avrei dovuto in passato osare di più, perchè allora avevo più affetto da versare: ora sento il cuore pompare nelle vene, polvere.

    non sono queste le serate che…

    E’ da molto poco che ho appreso la malvagità del mondo: da quando, quella maledetta ,ma tanto amata “campana di vetro” non ha saputo saziare la mia fame di ‘vita’. In parole semplici, non mi son più accontentato di vivere a seconda di regole vecchie; ho fatto il mio passo verso il futuro e verso un qualcosa di nuovo. Bene, stasera vi scrivo l’ennesimo capitolo:

    _nel penultimo post ho, in pratica, pubblicizzato il “CARPE DIEM”, sapendo che ciò che ora è nocivo o spettacolare, è momentaneo. Bene, in serata ho rianalizzato la situazione e rivisto, velocemente, alcune situazioni. Diciamocela tutta, mi riferisco alla tipica situazione, che tanto mi si addice, del miglior amico della ragazza, che è(guarda caso) innamorato a tal punto di accontentarsi di ciò che gli offre la vita, piuttosto che rischiare di perderla.

    (Detto internos, tipica situazione mia, ripetutasi in passato più e più volte)_ok fin qui tutto a posto, ma che voglio dire?!Nulla ma solamente scrivere qualche mia riflessione.

    Se non rischi qualcosa, difficilmente quest’ultima cambierà…in meglio o in peggio, dipende da tanti fattori, ma spesso e volentieri da noi stessi_svegliarsi la mattina per mendicare aiuto, amicizia e ‘amore’…
    _dare il tutto per tutto, per avere qualcosa ‘ in cambio ‘
    _portare avanti l’idea ‘tanto son cosi e quindi…’
    _cambiare gli amici, perchè è troppo difficile cambiare noi stessi….

    Insomma, una tipica situazione in cui visualizzi tutti gli errori e noti, con una piccola goccia di serena gioia, che senza fatica, hai reso qualcosa di bello per qualcuno; noti una piccola evoluzione attuata da te, ma ora non ha più bisogno di un sostegno per crescere.

    E’ lei che cresce te…..

     

    E’ ovvio saper riconoscere e capire la lezione di un errore….ma non è altrettanto ovvio, saper cogliere i segni premonitori di questi errori….

    _coppie che si lasciano perchè manca il dialogo e la FIDUCIA…
    _discussioni, liti per l’impossibilità del dialogo….
    _il non saper accettare le scelte degli altri, quindi di pensare male di loro…

    la vita è mia e ne faccio quello che voglio io…..

    Noi rendiamo conto delle nostre scelte, dei nostri errori, dei nostri difetti e dei nostri pregi solo a noi stessi, e basta.Gli altri, possono indicarci qualcosa che stona da come ci vedono; rimane il fatto principale:

    Noi siamo quello che vogliam essere….evitiamo paternalismi del tipo “sei ciò che sei dentro, sei ciò che vuoi, sei ciò che sei, sei ciò per cui sei nato, ect…”

    Noi siamo quello che vogliamo, punto!

    5/8/2009

    …l’ignoranza, ecco cosa odio…mista alla presunzione, mi fa solo incazzare!

    Ma che senso ha!?Per quale motivo ho sempre rinunciato ad osare, a tentare una strada….non vivo con il rimorso di non aver osato: so che in quel momento ritenevo fosse giusto cosi, anche se ora capisco l’entità esatta del mio errore; ciò che non capisco è questa continua fobia, questo svegliarsi la mattina e sapere che il momento più bello non è il ritorno a casa: il momento più bello quando ho appena finito di lavorare e devo iniziare a fare il resoconto della giornata. Cioè, l’attimo in cui dico “arrivederci e grazie mille” all’ultimo cliente/utente della giornata  e chiudo la porta dell’ufficio. Attimo magico_ in quell’attimo non ho nessun obbligo, non ci son per nessuno e non esisto, se non per me stesso.

    La logica è molto semplice: faccio quello che posso e ,finchè non cado stanco, reggo il lavoro. Cosi come fan tutti, giusto!?

    Bene, ma ci son altri pensieri che gironzolano in testa:

    Vivere cosi è da MMerda(si doppia M)_ti rende intollerante per qualsiasi sgarro, per qualsiasi errore altrui nei tuoi confronti: cioè dopo un pò sei stufo di sorridere all’ennesimo stronzo che prova a fare il furbo con te; e io, ovviamente da bravo 21enne, non ci sto !

    Ma il pensiero va oltre, ad una visione più rosea dell’università e con più consapevolezza. Ora come ora, mi sembra di sprecare tempo_ per ogni giorno che vado al lavoro, mi pare uno spreco immondo per quello che potrei fare in uni CON LO STESSO NUMERO DI ORE che passo in ufficio. Dalle 8 e mezza fino alle 18 e mezza, 10 ore….di solo studio e preparazione per gli esami!?10 ore di puro apprendimento e di sapere?!?!Cavolo, farei a cambio ora….immediatamente!

    Certo, si tratta di una visione puramente “rosa e fiori” però, per come sto vivendo io questo lavoro, non posso raccontare diversamente!
    A tutto questo si aggiunge l’incredibile errore di portare a casa il broncio_

    Se al lavoro va male, se va male fuori qualcosa, perchè portare il cattivo umore in casa?!Che colpa hanno mamma e papà, se sul lavoro è andata male?! Che colpa ha la tua ragazza se tuo fratello ti ha sfasciato il computer!?
    Ecco, ho imparato a separare, non nettamente, queste due sfere…se va male al lavoro, chissene…a me interessa che le persone per me importanti continuino a volermi bene….chissene se ho 300 pratiche arretrate, è solo lavoro…da qui ad un mese, ho finito di lavorare e dopo….bhe dopo, WOW!

    A tutto questo si aggiunge la componente “svago”.

    Per la prima volta, posso dire tranquillamente, ho passato 25 aprile, il ponte del 1° maggio e qualche domenica, a “L_A_V_O_R_A_R_E”!
    Ovviamente non in sede, ma a casa a mettere a posto questo ,a preparare quest’altro, ect… ect…

    E anche ora prendo, e vado giù a sistemare….dico una cosa…Dio che Palle!

     

    Sono un pò stanco…non vedo l’ora che tutto quanto sia finito….ora torno alla mia merda…e quella del vicino profuma sempre un pò di più.